Rilevamento statistico dei dati delle aziende della provincia di Napoli

S.I. Impresa in collaborazione con le associazioni datoriali della provincia di Napoli che hanno aderito all’iniziativa “Rilevamento statistico dei dati delle aziende della provincia di Napoli”, ha condotto nel periodo Maggio/Giugno 2020 un’indagine finalizzata al  rilevamento statistico presso le imprese dei comparti: Artigianato, Commercio, ed Agricoltura.

Il campionamento definito in 1.423 imprese suddivise per comparti: Agricoltura 600,   Artigianato 519, Commercio 304, e  operanti nella provincia di Napoli è stato intervistato a mezzo della somministrazione di un  questionario volto a  comprendere le caratteristiche aziendali e a recepire le problematiche più impellenti derivanti dal momento di crisi in piena emergenza sanitari COVID 19.

All’indagine hanno partecipato 1.423  imprese, rappresentando i settori dell’agricoltura, dell’artigianato e del commercio di cui  di seguito si riportano i principali risultati dell’analisi per singolo comparto: 



AGRICOLTURA



Delle imprese intervistate il 93% risulta essere a conduzione prevalente maschile e solo 11% a conduzione giovanile.

Il campione intervistato per oltre il 50% ha una struttura aziendale con dipendenti che vanno da 1 a 5 con all’estremo l’1 % con dipendenti da 50 a 100.

Le stesse presentano fatturati che sono  inferiori a 30.000,00 Euro per il 37% all’1 % che fattura oltre  i 500.000,00 Euro.

Di queste solo il 5% esporta.

Alla data ultima del rilevamento il 75% non aveva provveduto ad adottare licenziamenti di personale contro il 6% che si è visto costretto a farlo.

Per il 68% degli intervistati non è stato fatto ricorso ad ammortizzatori sociali contro il 13% che ne ha fatto utilizzo.

Le imprese coinvolte nell’indagine hanno accusato per l’ 87% riduzione dell’attività contro un 10% che alla data della rilevazione non ne aveva accusato ma lo prevedeva nel prossimo futuro immediato.

Dall’indagine è emerso che le stesse imprese intervistate prevedevano un decremento del proprio fatturato nel  prosieguo della pandemia stimato per il 32% pari tra il 30 e il 50 %, 26 % pari tra il 20 e il 30% e solo 1% il 10%.

Al termine dell’indagine l’87% delle imprese intervistate dichiarava di non aver adottato ancora azioni di contrasto alla situazione emergenziale.



Intervistate sugli strumenti di comunicazione esterna di cui sono dotate le imprese risultano per il 79% presenti su Face book per il 13% su instagram e per percentuali residuali sul resto dei social network.


scarica qui il report completo



ARTIGIANATO


Delle imprese intervistate il 82% risulta essere a conduzione prevalente maschile e solo 19% a conduzione giovanile.

Il campione intervistato per il 48% ha una struttura aziendale con dipendenti che vanno da 1 a 5, per il 45%  non ha dipendenti e il 6% con dipendenti da 5 a 10.

Le stesse presentano fatturati che sono  inferiori a 30.000,00  Euro per il  44% che vanno da 30.000,00 a 50.000,00  il 23% e solo l’3 % che fattura oltre  i 500.000,00 Euro.

Di queste solo il 7% esporta.

Alla data ultima del rilevamento il 58% non aveva provveduto ad adottare licenziamenti di personale contro il 3% che si è visto costretto a farlo.

Per il 21% degli intervistati non è stato fatto ricorso ad ammortizzatori sociali contro il 40% che ne ha fatto utilizzo.

Le imprese coinvolte nell’indagine hanno accusato per il 91% riduzione dell’attività contro un 2% che alla data della rilevazione non ne aveva accusato ma lo prevedeva nel prossimo futuro immediato.

Dall’indagine è emerso che le stesse imprese intervistate prevedevano un decremento del proprio fatturato nel  prosieguo della pandemia stimato per il 40% pari tra il 50 e l’ 80 %, il 31 % pari tra il 30 e il 50% e solo 1% il 10%.

Al termine dell’indagine l’81% delle imprese intervistate dichiarava di non aver adottato ancora azioni di contrasto alla situazione emergenziale.

Intervistate sugli strumenti di comunicazione esterna di cui sono dotate le imprese risultano per il 57% presenti su Face book, il 33% su instagram e per percentuali residuali sul resto dei social network.

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COMMERCIO


Delle imprese intervistate il 82% risulta essere a conduzione prevalente maschile e solo 11% a conduzione giovanile.

Il campione intervistato per 66% ha una struttura aziendale con dipendenti che vanno da 1 a 5, il 16%  non ha dipendenti e solo il 4% ha dai 20 ai 50 dipendenti.

Le stesse presentano fatturati che sono  inferiori a 30.000,00  Euro per l’1% che vanno da 50.000,00 a 150.000,00 per  il 47% delle intervistate e il 24 % che fattura oltre  i 500.000,00 Euro.

Di queste solo il 2% esporta.

Alla data ultima del rilevamento l’ 85% non aveva provveduto ad adottare licenziamenti di personale contro il 3% che si è visto costretto a farlo.

Per il 54% degli intervistati non è stato fatto ricorso ad ammortizzatori sociali contro il 37% che ne ha fatto utilizzo.

Le imprese coinvolte nell’indagine hanno accusato per il 2% riduzione dell’attività contro un 92% che alla data della rilevazione non ne aveva accusato ma lo prevedeva nel prossimo futuro immediato.

Dall’indagine è emerso che le stesse imprese intervistate prevedevano un decremento del proprio fatturato nel  prosieguo della pandemia stimato per il 53% pari tra il 30 e il 50%, 29 % pari tra il 50 e l’80%.

Al termine dell’indagine il 97% delle imprese intervistate dichiarava di non aver adottato ancora azioni di contrasto alla situazione emergenziale.

Intervistate sugli strumenti di comunicazione esterna di cui sono dotate le imprese risultano per il 52% presenti su Face book, il 36% su instagram e per percentuali residuali sul resto dei social network.

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